
Singapore alza l’asticella nella corsa globale ai talenti tecnologici
Dal 2027 il nuovo ONE Pass (AI and Tech) sostituirà il Tech.Pass per attrarre esperti di IA e tecnologie emergenti
Singapore rafforza la propria strategia per attrarre talenti STEM di alto livello con l’introduzione di una nuova categoria di visto dedicata ai professionisti dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti. Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore il ONE Pass (AI and Tech), un nuovo percorso del programma Overseas Networks and Expertise (ONE) Pass che sostituirà l’attuale Tech.Pass, introdotto nel 2021.
L’annuncio è stato fatto dal ministro del Lavoro Tan See Leng durante la presentazione in Parlamento dei piani di spesa del Ministry of Manpower. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività per i cosiddetti “pinnacle talent”, ovvero professionisti di rilievo in ambiti strategici come l’intelligenza artificiale, il quantum computing e altre tecnologie avanzate.
Uno dei cambiamenti principali riguarda la durata del permesso di lavoro. Il nuovo ONE Pass (AI and Tech) avrà una validità iniziale di cinque anni, con possibilità di rinnovo per ulteriori periodi quinquennali. Si tratta di un significativo passo avanti rispetto al Tech.Pass, che prevede una durata di due anni rinnovabile una sola volta per altri due anni. L’allineamento con il quadro più ampio del ONE Pass punta a offrire maggiore stabilità ai professionisti stranieri e alle aziende tecnologiche che operano nel Paese.
Il nuovo schema introduce anche criteri più strutturati per le aziende e per i candidati. I richiedenti dovranno essere attualmente impiegati, o essere stati recentemente impiegati, presso una società tecnologica, una divisione tecnologica aziendale oppure un fondo di venture capital specializzato nel settore. L’impresa dovrà inoltre soddisfare almeno uno tra diversi parametri finanziari: una valutazione o capitalizzazione di mercato di almeno 500 milioni di dollari, ricavi annuali di almeno 200 milioni di dollari, asset in gestione pari ad almeno 500 milioni di dollari oppure – nel caso di startup – almeno 30 milioni di dollari di finanziamenti raccolti.
Sul piano individuale, il programma mira chiaramente a intercettare profili senior e altamente qualificati. I candidati dovranno dimostrare almeno cinque anni di esperienza negli ultimi dieci anni in ruoli da fondatore, dirigente di livello C‑suite oppure in posizioni tecniche avanzate, come quella di senior software engineer. Inoltre, sarà richiesto un reddito mensile minimo di 30.000 dollari di Singapore per i dodici mesi precedenti alla domanda.
Una novità riguarda il modo in cui viene calcolata la soglia salariale. A differenza del ONE Pass generale, che richiede uno stipendio di almeno 30.000 dollari da un unico datore di lavoro, il nuovo percorso AI e Tech consente di combinare una retribuzione fissa minima di 22.500 dollari con componenti non monetarie già maturate, come stock option o quote azionarie. Questo sistema riflette la struttura retributiva tipica delle imprese tecnologiche, dove parte significativa della remunerazione è legata alla partecipazione al capitale.
Il nuovo visto si inserisce in un quadro più ampio di politiche con cui Singapore punta a consolidare il proprio ruolo di hub globale dell’innovazione. Il ONE Pass generale resta infatti aperto anche a professionisti stranieri con redditi elevati o risultati eccezionali in ambiti come scienza, ricerca, cultura, sport e accademia. Tuttavia, il nuovo percorso introduce criteri più mirati per il settore tecnologico, con particolare attenzione all’esperienza professionale e alla qualità delle aziende di provenienza.
Nel complesso, il ONE Pass (AI and Tech) rafforza l’arsenale di strumenti con cui Singapore compete nella corsa internazionale ai talenti dell’economia digitale. Al tempo stesso, i requisiti più selettivi in termini di esperienza e dimensione delle aziende potrebbero restringere la platea dei candidati rispetto al ONE Pass generale, concentrando il programma su profili di altissimo livello destinati a contribuire allo sviluppo dell’ecosistema tecnologico locale.











