
Italia–Giappone: dal 1° aprile 2026 nuove opportunità con il Working Holiday Visa
Operativo l’accordo bilaterale firmato in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi: cosa devono sapere le funzioni HR sulle opportunità di scambio di giovani talenti tra Italia e Giappone.
Dal 1° aprile 2026 è ufficialmente operativo l’accordo Working Holiday Visa tra Italia e Giappone, ratificato con la Legge n. 136 del 17 settembre 2025 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025). L’intesa, siglata in occasione del 160° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Roma e Tokyo, si inserisce nel solco degli accordi già attivi con Paesi come Australia, Nuova Zelanda, Canada, Corea del Sud e Hong Kong, ampliando le possibilità di mobilità giovanile a un partner strategico dell’area asiatica.
Per le direzioni HR si tratta di uno strumento che merita attenzione, soprattutto in un contesto in cui l’attrazione e lo sviluppo di profili con esperienza internazionale rappresenta un elemento di vantaggio competitivo crescente. L’accordo consente infatti ai giovani cittadini italiani o giapponesi di età compresa tra i 18 e i 30 anni, di soggiornare nel Paese partner fino a dodici mesi, con la possibilità di svolgere attività lavorativa retribuita in via accessoria rispetto alla finalità principale del soggiorno, che resta quella turistico-culturale.
Sul piano operativo, l’accordo introduce alcune semplificazioni rilevanti: il visto è rilasciato a titolo gratuito e non richiede permesso di lavoro; i giovani giapponesi potranno svolgere attività professionale per un periodo massimo di sei mesi presso un datore di lavoro italiano. L’ingresso avviene inoltre “fuori quota”, senza incidere sulla programmazione annuale dei flussi migratori per lavoro definita con apposito decreto. Allo stesso modo, i giovani italiani potranno lavorare in Giappone come attività complementare al soggiorno; ciascuno dei due Paesi determinerà annualmente il numero massimo di visti ammissibili nell’ambito del programma.
Da un lato, si apre quindi un canale di ingresso semplificato per inserire temporaneamente giovani profili giapponesi in ruoli, ad esempio, a contatto con il mercato nipponico, in funzioni commerciali, di customer care, di supporto a progetti bilaterali o nell’ambito di percorsi di internship strutturati. Dall’altro, l’accordo offre alle imprese con interessi in Giappone uno strumento per costruire percorsi di internazionali per giovani collaboratori o per neolaureati selezionati, anche in chiave di employer branding e di sviluppo di competenze interculturali.
Poiché la finalità principale del soggiorno deve restare la vacanza e lo scambio culturale, il Working Holiday Visa non è rinnovabile.











