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Immigration|6 Luglio 2026|

Distacco lavoratori extra-UE in Danimarca: la nuova legge 2026 introduce una tassa sui permessi

Il governo di Copenaghen propone una tassa sul permesso di soggiorno per il distacco di cittadini di Paesi terzi da parte di imprese europee. Cambia la base giuridica: dall’EU Residence Order all’articolo 6, comma 2, della legge danese sugli stranieri. Le imprese si preparano ad affrontare nuovi costi di compliance del distacco lavoratori in Danimarca, in un contesto europeo sempre più attento al contrasto del dumping sociale.

Il tema del distacco transnazionale dei lavoratori e della tutela del mercato del lavoro interno continua a dominare l’agenda politica europea, plasmando normative che incidono direttamente sulle strategie di mobilità internazionale delle imprese. In questo quadro, la nuova legge sul distacco transnazionale in Danimarca 2026 modifica il perimetro normativo, introducendo nuovi oneri a carico delle aziende che distaccano nel Paese cittadini extra-UE provenienti da Stati terzi.

Nel dettaglio, una bozza di legge presentata dal Ministero dell’Immigrazione e dell’Integrazione danese prevede un requisito di pagamento per le richieste di permesso di soggiorno per il distacco in Danimarca di cittadini di Paesi terzi distaccati temporaneamente da società stabilite nell’UE, nello Spazio economico europeo (SEE) o in Svizzera. Una misura che, nelle intenzioni del legislatore, si inserisce nello sforzo di contrastare il dumping sociale nel distacco dei lavoratori UE, pur nel rispetto dei principi europei sulla libera prestazione di servizi.

Tassa sul permesso di distacco in Danimarca: i costi e il cambio di base giuridica

Fino ad oggi, le domande per questa categoria di lavoratori distaccati erano esenti da oneri. La nuova tassa sul permesso di distacco in Danimarca introduce invece un costo di 2.800 corone danesi (circa 375 euro) per le domande iniziali e di 1.700 corone (circa 225 euro) per le estensioni. Gli importi dovranno essere saldati al momento della presentazione dell’istanza e, a partire dal 2027, saranno soggetti a revisioni annuali.

L’aspetto tecnicamente più rilevante non risiede nell’aggravio economico, quanto nel cambio di base giuridica. Per i distacchi superiori a 90 giorni, i cittadini extra-UE non potranno più fare riferimento all’EU Residence Order (ordine di soggiorno UE), ma dovranno richiedere un permesso di soggiorno ai sensi del nuovo articolo 6, comma 2, della legge danese sugli stranieri. Il governo precisa che i diritti sostanziali di residenza e lavoro non subiranno alterazioni, ma il passaggio da un quadro comunitario a uno nazionale segnala una maggiore sovranità legislativa in materia di controlli.

La soglia dei 90 giorni nel distacco in Danimarca

Il disegno di legge distingue nettamente in base alla durata della missione. Per i distacchi inferiori a 90 giorni, non sarà richiesta alcuna domanda e non si applicherà la nuova tassa; anzi, la bozza specifica che le domande presentate per soggiorni pari o inferiori a questa soglia dovranno essere respinte. Per le missioni superiori ai tre mesi scatta invece l’obbligo del permesso di soggiorno per distacco oltre i 90 giorni in Danimarca, con istanza da presentare entro 90 giorni dall’ingresso nel Paese.

Obblighi delle imprese e tempi di attuazione

Sul fronte temporale, l’entrata in vigore era originariamente fissata per il 1° luglio 2026. Tuttavia, considerata la vicinanza della scadenza e le complessità attuative, è già data per probabile una proroga, con una nuova data da definire.

Nonostante l’incertezza sulle tempistiche, gli obblighi delle imprese per il distacco di lavoratori extra-UE in Danimarca sono immediati. Multinazionali e PMI che operano su base transfrontaliera sono chiamate a una rapida review dei piani di mobilità internazionale: sarà necessario mappare le attuali e future posizioni di distacco in Danimarca, prestando attenzione alla durata prevista dei soggiorni per capire come distaccare un lavoratore extra-UE in Danimarca secondo il nuovo iter autorizzativo.

Al di là dei confini danesi, la mossa si inserisce in un più ampio inasprimento delle regole sul distacco dei lavoratori in Europa. Diversi Stati membri stanno rendendo più stringenti le procedure amministrative per i lavoratori distaccati, nel tentativo di bilanciare la libera prestazione di servizi con la protezione dei mercati del lavoro locali. Per le imprese, anticipare e gestire questi adeguamenti normativi frammentati resta una competenza strategica fondamentale.

Redazione ECA Italia
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