Rimborso delle Ritenute TFR - Chiarimenti Corte di Cassazione n. 9050
Tax|24 Aprile 2024|

Rimborso ritenute su TFR e lavoro all’estero: ordinanza della Corte di Cassazione n. 9050

La Cassazione, con l’ordinanza n. 9050 del 5 aprile 2024, ribadisce che il diritto al rimborso delle ritenute è subordinato alla prova dell’assoggettamento a imposizione del contribuente nell’altro Stato, anche potenziale, come attestato dal certificato di residenza. 

Con l’ordinanza n.9050 del 5 aprile 2024, la Corte di Cassazione ha fornito ulteriori delucidazioni riguardo al diritto al rimborso delle ritenute operate sul TFR. Questa decisione si applica specificatamente nei casi in cui il datore di lavoro risiede in Italia e il lavoratore è fiscalmente non residente nel paese, limitatamente all’attività lavorativa svolta all’estero. 

Secondo la Corte, il diritto al rimborso delle ritenute è subordinato alla prova dell’assoggettamento a imposizione del contribuente nell’altro Stato. In altre parole, non è sufficiente dimostrare solo l’effettività del prelievo subito, ma è necessario anche dimostrare che il contribuente sia soggetto passivo alle imposte nello Stato estero. 

La sentenza favorevole al contribuente, emessa in secondo grado, è stata annullata con rinvio poiché non ha tenuto conto di questo aspetto procedurale, nonostante l’Agenzia delle Entrate avesse sollevato tale questione nell’appello. 

La Cassazione ribadisce il principio secondo cui l’assoggettamento a imposizione, come attestato dal certificato di residenza, può essere anche solo potenziale. Questo significa che la persona deve essere considerata soggetto passivo nel Paese estero, anche se l’imposizione non è effettiva. Questo principio è stato confermato anche in recenti sentenze (n. 35284/2023 e 994/2024), riguardanti i rapporti con gli Emirati Arabi Uniti e la Svizzera. 

Luca Menne
Luca MenneTax Consultant - Dottore Commercialista

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