
Residenza fiscale: sentenza della Cassazione 19843 del 18 luglio 2024
La sentenza della Cassazione n. 19843 del 18 luglio 2024 affronta il tema della residenza fiscale: secondo questa, il domicilio civilistico, e quello fiscale fino al 2023, è determinato dal luogo dove predominano i legami economici e patrimoniali riconoscibili dai terzi.
Questa decisione chiarisce che i nuovi criteri per determinare il domicilio, basati sulle relazioni personali e familiari, non si applicano alle controversie relative ai periodi d’imposta fino al 2023.
Con le modifiche apportate dal DLgs. 209/2023 all’art. 2 del TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2024, la residenza fiscale viene stabilita in base alla residenza civilistica, al domicilio dove si sviluppano relazioni personali e familiari, alla presenza sul territorio dello Stato e, salvo prova contraria, all’iscrizione all’anagrafe. Questi criteri devono essere soddisfatti per la maggior parte del periodo d’imposta. La nuova normativa si applica solo a situazioni successive al 1° gennaio 2024.
Il caso esaminato, relativo a una contestazione di residenza nel Principato di Monaco per il periodo 2006-2010, applica la nozione di domicilio fiscale secondo l’art. 2 TUIR in vigore fino al 2023, che corrisponde alla definizione civilistica del luogo principale degli affari e interessi della persona. I giudici ribadiscono l’importanza del luogo in cui si concentrano gli interessi economici e patrimoniali gestiti abitualmente e riconoscibili dai terzi. Nel caso specifico, nonostante i legami personali in Italia e a Monaco, la Cassazione ha preferito l’Italia per la presenza di interessi patrimoniali gestiti in modo riconoscibile.
Tuttavia, la giurisprudenza non è uniforme in materia. Una sentenza recente (Cass. n. 8238/2024) ha invece dato preminenza ai legami personali. È importante notare che la controversia esaminata considera solo la normativa nazionale sulla residenza fiscale, poiché nel periodo 2006-2010 non era in vigore l’Accordo per lo scambio di informazioni tra Italia e Principato di Monaco, attivo dal 2015 il quale stabilisce criteri per risolvere i conflitti di residenza basati su abitazione permanente, centro di interessi vitali e soggiorno abituale, che avrebbero potuto influire diversamente sulla residenza fiscale nel caso in esame.











