
Quote migratorie svizzere per il 2026: continuità regolatoria e stabilità per il mercato del lavoro
Con decisione adottata nella seduta del 19 novembre 2025, il Consiglio federale svizzero ha stabilito di mantenere invariati per l’intero anno 2026 i contingenti relativi all’ammissione di lavoratori provenienti da Paesi terzi, di prestatori di servizi dall’Unione europea e dall’Associazione europea di libero scambio (UE/AELS – Associazione europea di libero scambio (in inglese EFTA, European Free Trade Association), nonché dei cittadini del Regno Unito. Tale scelta si inserisce in un contesto economico caratterizzato da incertezza internazionale, in particolare legata alle politiche commerciali statunitensi, ma anche da una persistente domanda interna di manodopera qualificata e da un tasso di disoccupazione strutturalmente contenuto.
La decisione si traduce in una modifica dell’Ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’esercizio di un’attività lucrativa (OASA/VZAE), la cui versione aggiornata entrerà in vigore il 1° gennaio 2026. L’obiettivo dichiarato è garantire continuità, prevedibilità e sicurezza giuridica alle imprese svizzere, consentendo una pianificazione più efficiente delle risorse umane.
Il sistema migratorio duale svizzero
La politica migratoria elvetica si fonda su un sistema duale. I cittadini dell’UE e dell’AELS beneficiano del principio della libera circolazione delle persone, mentre l’accesso al mercato del lavoro per i cittadini di Stati terzi è soggetto a criteri stringenti. Tali restrizioni mirano a soddisfare il fabbisogno di personale altamente qualificato senza entrare in concorrenza con la forza lavoro indigena o europea.
Il sistema si articola su due pilastri fondamentali. Da un lato, vige il principio di priorità per i lavoratori già presenti in Svizzera o provenienti dall’UE/AELS, che impone ai datori di lavoro di dimostrare l’impossibilità di reperire candidati idonei in tali bacini. Dall’altro, l’accesso è regolato da contingenti annuali fissati dal Consiglio federale. Negli ultimi anni, tuttavia, il limite quantitativo non ha rappresentato un ostacolo generalizzato, poiché le quote disponibili hanno spesso superato il numero effettivo di domande.
Quote per i cittadini di Stati terzi nel 2026
Per il 2026 resta confermato un contingente massimo di 8.500 lavoratori qualificati provenienti da Paesi extra UE/AELS. Tale contingente si compone di 4.500 permessi di dimora di tipo B, destinati a soggiorni superiori ai dodici mesi, e di 4.000 permessi di breve durata di tipo L, generalmente validi fino a un anno.
Le quote sono ripartite prevalentemente a livello cantonale, mentre una parte residuale è trattenuta dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) come riserva federale, utilizzabile in caso di esaurimento delle quote cantonali o per progetti di particolare interesse nazionale. Secondo i dati pubblicati nel settembre 2025, circa la metà delle quote annuali risultava ancora disponibile, cui si aggiungono contingenti residui degli anni precedenti, che non sono soggetti a scadenza.
Prestatori di servizi UE/AELS e lavoratori distaccati
Per i prestatori di servizi provenienti da Paesi UE/AELS impiegati in Svizzera per missioni superiori ai 120 giorni annui, il Consiglio federale ha confermato per il 2026 un contingente di 3.000 permessi L (permesso di soggiorno di breve durata) e 500 permessi B (valido 5 anni e rinnovabile). Anche in questo caso, l’analisi dei dati mostra un utilizzo parziale delle quote disponibili: alla fine di settembre 2025 risultava utilizzato poco più di un terzo del contingente complessivo, con ampie disponibilità residue, analoghe a quelle registrate negli anni precedenti.
Regime transitorio per i cittadini del Regno Unito
Il numero separato per i cittadini britannici, introdotto a seguito della Brexit e rinnovato annualmente in via transitoria, è stato prorogato anche per il 2026. Prevede 2.100 permessi di tipo B e 1.400 permessi di tipo L, rilasciati su base trimestrale. I dati di utilizzo indicano una domanda particolarmente contenuta: alla fine di settembre 2025 risultava impiegato solo il 17% delle quote disponibili. Alla luce di tale andamento, le autorità federali non escludono, nel medio periodo, una possibile integrazione di questo contingente all’interno delle quote generali per i cittadini di Stati terzi.
Analisi dell’utilizzo delle quote e dinamiche territoriali
L’andamento degli ultimi anni evidenzia una sistematica sottoutilizzazione delle richieste. Alla fine del 2024, risultava impiegato il 74% delle quote per cittadini di Stati terzi, il 50% di quelle per prestatori UE/AELS e appena il 21% del numero riservato a UK. La tendenza si è confermata nel 2025, con tassi di utilizzo ancora inferiori entro il terzo trimestre.
Tuttavia, tali dati aggregati celano significative differenze territoriali. In cantoni economicamente centrali come Zurigo, Vaud o Basilea, alcune categorie di permessi tendono a esaurirsi verso la fine dell’anno, generando colli di bottiglia amministrativi.
Per i professionisti altamente qualificati, il mantenimento delle quote conferma la natura selettiva ma prevedibile del sistema svizzero, che continua a privilegiare l’eccellenza professionale all’interno di un modello fortemente regolato e orientato alle esigenze strutturali del mercato del lavoro.











