
Nomadi digitali: anche Croazia e Moldavia si aprono ai remote workers
Novità per i digital nomads: la Croazia amplia la durata del visto fino a un massimo di 36 mesi, mentre la Moldavia lancia dal settembre 2025 un nuovo programma biennale rinnovabile. Entrambi i Paesi rafforzano l’offerta europea per chi lavora da remoto.
In Croazia il programma è attivo dal 1° gennaio 2021 e ha subito alcune modifiche rilevanti nel corso del tempo. In origine il permesso di soggiorno temporaneo per nomadi digitali era valido per un anno e non prevedeva rinnovi. Successivi aggiornamenti normativi hanno portato a un’estensione della durata: prima fino a 18 mesi, poi, da agosto 2025, è possibile arrivare a un totale di 36 mesi. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al quadro iniziale, che offre oggi ai professionisti del lavoro da remoto un orizzonte temporale più lungo e stabile. Le condizioni rimangono comunque analoghe a quelle previste per altri permessi di soggiorno temporaneo.
La Moldavia, invece, è pronta a inaugurare il proprio programma a partire dal 20 settembre 2025. Il modello adottato prevede un permesso di lavoro e soggiorno temporaneo della durata di due anni, rinnovabile, destinato a cittadini stranieri che lavorano per datori con sede all’estero o che ne siano soci. Per accedere al visto sarà necessario dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro con un’azienda straniera o la titolarità di quote societarie, presentare la documentazione relativa a compensi percepiti per l’attività svolta da remoto, disporre di un’assicurazione sanitaria valida e avere un alloggio stabile sul territorio moldavo.
Con queste iniziative, l’Europa continua ad ampliare il ventaglio di opzioni a disposizione dei nomadi digitali. La Croazia, che ha già rodato il proprio sistema, consolida la sua attrattività grazie alla maggiore flessibilità sulle durate di soggiorno, mentre la Moldavia entra in questo spazio con un programma che guarda alla stabilità di medio periodo.











