Blue Card - lavoratori non laureati
Immigration|16 Aprile 2024|

La nuova Blue Card: le novità per i tecnici specializzati

Le novità normative in vigore da novembre 2023 e chiarite lo scorso 28 marzo contribuiranno alla riduzione del mismatch professionale delle aziende italiane, grazie alla possibilità di assumere tecnici specializzati non laureati

Il Decreto Legislativo 18 ottobre 2023, n. 152 ha implementato in Italia i nuovi requisiti della Carta Blu UE dando così attuazione alla direttiva (UE) 2021/1883 sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini stranieri che intendano svolgere lavori altamente qualificati in uno Stato membro UE (c.d. Carta blu UE).

Il Decreto ha modificato in diversi punti l’articolo 27-quater del Testo Unico Immigrazione: con la circolare congiunta dei Ministeri Interno/Lavoro del 28 marzo 2024 sono stati forniti i chiarimenti necessari per dare attuazione alle procedure introdotte dalla nuova legge.

La nuova normativa è volta a promuovere in Italia un regime più efficace per i lavoratori altamente qualificati cittadini di Paesi terzi, ampliando l’ambito di applicazione e prevedendo criteri di ammissione flessibili e inclusivi, al fine di favorire una mobilità più agevole all’interno dell’Unione. Tramite la Carta Blu UE è possibile l’assunzione dall’estero e al di fuori delle quote fissate con il decreto flussi, di lavoratori considerati altamente qualificati.

Tra i requisiti oggettivi di ingresso nel nostro Paese, è stato introdotto, alternativamente, il possesso di:

  • titoli di istruzione superiore di livello terziario di durata almeno triennale o di una qualificazione professionale di livello post secondario di durata almeno triennale o corrispondente almeno al livello 6 del Quadro nazionale delle qualificazioni;
  • requisiti previsti dal D.lgs. 206/2007 relativo al riconoscimento delle qualifiche professionali per l’accesso all’esercizio delle professioni regolamentate;
  • una qualifica professionale superiore attestata da almeno 5 anni di esperienza di livello paragonabile ai titoli d’istruzione superiori di livello terziario, pertinenti alla professione o al settore specificato nel contratto di lavoro o nell’offerta vincolante;
  • una qualifica professionale superiore attestata da almeno 3 anni di esperienza professionale pertinente acquisita nei 7 anni precedenti la presentazione della domanda per i dirigenti e specialisti nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

L’introduzione all’interno dell’art 27-quater dei nuovi requisiti di “qualifica professionale” risponde alla necessità di colmare il gap di competenze e professionalità richieste dal mercato del lavoro italiano, permettendo in tal modo di selezionare all’estero personale tecnico specializzato – ma non più necessariamente laureato – per il quale prima non era possibile richiedere la Carta Blu UE.

Per il riconoscimento della qualifica professionale superiore, attestata dall’esperienza professionale ai sensi del medesimo comma l, lett. c) e d) dell’art. 27-quater, dovrà essere presentata apposita dichiarazione del datore di lavoro richiedente la Carta blu UE, corredata dai seguenti documenti:

  • contratto/i di lavoro, e/o
  • buste paga relative al periodo lavorativo svolto che dimostrino lo specifico settore di attività in cui il lavoratore è stato impiegato e la durata dell’esperienza professionale, di almeno 5 anni nel settore per cui si presenta la domanda di Carta blu UE, oppure di 3 anni nei 7 anni precedenti per il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e/o
  • lettera di esperienza redatta dal datore di lavoro straniero (facoltativa)

Al fine di richiedere e ottenere il nullaosta al lavoro per Carta blu UE il datore di lavoro dovrà, tramite il portale servizi del Ministero dell’interno, compilare apposito modulo online e caricare sull’applicativo la corrispondente documentazione richiesta. Prima dell’invio della richiesta di nulla osta al lavoro, il datore di lavoro dovrà verificare presso il Centro per l’impiego competente che non vi siano altri lavoratori già presenti sul territorio nazionale disponibili a ricoprire il posto di lavoro per cui si ha intenzione di assumere il lavoratore che si trova all’estero.
In deroga all’articolo 22, comma 2 T.U.I., il datore di lavoro non è tenuto a verificare presso il Centro per l’impiego competente la disponibilità di un lavoratore presente sul territorio nazionale qualora la domanda di Carta blu UE riguardi un cittadino di Paese terzo già titolare di altro titolo di soggiorno rilasciato ai fini dello svolgimento di un lavoro altamente qualificato.
Con riferimento al titolo di istruzione superiore e relativa qualifica professionale di livello terziario di cui alla lettera a), come chiarito dalla Circolare congiunta del 28 marzo 2024, si tratta di un diploma rilasciato da una Università o Istituto non universitario al termine di un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale o corrispondente almeno al livello 6 del Quadro nazionale delle qualificazioni.
La documentazione dovrà essere corredata dalla Dichiarazione di Valore emessa dalla Rappresentanza diplomatica italiana competente per il luogo di conseguimento o, in alternativa, limitatamente ai titoli di istruzione superiore (ivi compresi quelli abilitanti all’esercizio delle professioni regolamentate) è possibile presentare l’attestazione di comparabilità e autenticità rilasciata dal Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche (CIMEA).
Con riferimento, invece, alla qualifica professionale regolamentata in Italia di cui alla lettera b), dovrà essere allegato alla domanda di nulla osta il Decreto di riconoscimento adottato dal Ministero/Amministrazione competente.

Al termine della compilazione della domanda si dovranno caricare i seguenti principali documenti:

  • la proposta di contratto di lavoro o l’offerta di lavoro vincolante della durata di almeno sei mesi (siglata da entrambe le parti). Si dovrà inoltre specificare quale sarà la retribuzione annuale del lavoratore, la quale non dovrà essere inferiore alla retribuzione prevista nei contratti collettivi nazionali, e comunque non inferiore alla retribuzione media annua lorda come rilevata dall’ISTAT;
  • l’asseverazione, ovvero il documento attraverso il quale professionisti (consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati, organizzazioni datoriali) certificano il rispetto dei presupposti contrattuali richiesti dalla normativa vigente ai fini dell’assunzione di lavoratori stranieri;
  • il titolo di istruzione e/o qualifica professionale superiore e/o iscrizione ad albo professionale;
  • la Dichiarazione di valore rilasciata dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel Paese estero in cui è stato conseguito il titolo e/o l’attestazione di comparabilità e autenticità rilasciata dal Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche (CIMEA), oppure
  • la dichiarazione del datore di lavoro richiedente la Carta blu UE, corredata dal/i contratto/i di lavoro e/o buste paga (con l’aggiunta facoltativa di lettera di esperienza redatta dal datore di lavoro straniero), relativi al periodo lavorativo svolto che dimostrino lo specifico settore di attività in cui il lavoratore è stato impiegato e la durata dell’esperienza professionale, di almeno cinque anni nel settore per cui si presenta la domanda di Carta blu UE ovvero di tre anni nei sette anni precedenti per il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • garanzie relative alla sistemazione alloggiativa, che dovrà essere idonea.

Segnaliamo che tutta la documentazione rilasciata da autorità/soggetti NON appartenenti a Paesi UE dovrà essere legalizzata nelle forme di legge (presso la competente Rappresentanza diplomatica italiana o apostillata dalla competente autorità del Paese che ha rilasciato il documento), munita di traduzione in lingua italiana e allegata alla domanda di nullaosta per poi essere esibita in originale (o copia conforme all’originale) allo Sportello Unico Immigrazione nella fase di sottoscrizione del contratto di soggiorno.

La traduzione dovrà essere conforme al testo originale e certificata dalle Autorità diplomatico-consolari italiane nel Paese in cui il documento è stato rilasciato, oppure – nel caso dei Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 – la traduzione dovrà essere legalizzata mediante apposizione dell’Apostille a opera della competente autorità del Paese che ha rilasciato il documento, o, infine, qualora il documento sia stato debitamente legalizzato dalla rappresentanza italiana o apostillato nel Paese estero di rilascio, la traduzione potrà essere effettuata in Italia e asseverata presso un Tribunale italiano.
Al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico, il richiedente dovrà mostrare gli originali (o copie conformi) della documentazione comprovanti il titolo di istruzione o la qualifica professionale posseduta e già allegati alla richiesta telematica di nulla osta presso lo Sportello Unico.
La durata del visto d’ingresso sarà pari a quella autorizzata dal nulla osta e comunque non superiore a 365 giorni.
Come precisato dalla normativa, per i primi 12 mesi di occupazione legale sul territorio nazionale (prima delle modifiche tale termine era di due anni), per il titolare di Carta blu UE sono previste limitazioni sia relativamente all’esercizio di attività lavorative diverse da quelle “altamente qualificate”, sia relativamente alla possibilità di cambiare datore di lavoro.
Nel primo caso è previsto un divieto assoluto, mentre nel secondo i cambiamenti devono essere autorizzati in via preliminare da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. In tal caso, decorsi 15 giorni dalla ricezione della documentazione relativa al nuovo contratto di lavoro od offerta vincolante (comprensiva anche dell’asseverazione), il parere dell’Ispettorato territoriale competente si intende acquisito.

Variano, inoltre, le previsioni per gli stranieri titolari di Carta blu UE rilasciate da altro Stato membro:

  • mobilità di breve durata: il cittadino straniero titolare di Carta blu UE rilasciata da altro Stato membro e in corso di validità può fare ingresso e soggiornare in Italia per svolgere un’attività professionale per un periodo massimo di novanta giorni in un arco temporale di centottanta giorni, previa dichiarazione di presenza al questore entro il termine di otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato;
  • mobilità di lunga durata: il cittadino straniero titolare di Carta blu UE rilasciata da altro Stato membro – dopo dodici mesi di soggiorno legale in detto Stato – previo rilascio del nulla osta, può fare ingresso in Italia al fine di esercitare un’attività lavorativa altamente qualificata per un periodo superiore a novanta giorni senza necessità di visto. Il termine di 12 mesi è ridotto a 6 mesi nel caso in cui lo straniero faccia ingresso in Italia spostandosi da un secondo Stato membro nel quale si era trasferito per le medesime finalità da precedente Stato membro.

Una volta ottenuto il nulla osta, l’azienda ne dà comunicazione al lavoratore straniero, il quale è così in grado di fissare un appuntamento presso la sede consolare italiana competente per territorio per il ritiro del visto di ingresso per l’Italia.
All’arrivo in Italia, entro e non oltre otto giorni dall’ingresso, si dovrà fissare primo appuntamento presso lo Sportello unico per l’immigrazione competente per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e per ricevere la modulistica necessaria ai fini della successiva richiesta del permesso di soggiorno (Mod. 209), al quale si dovranno recare lavoratore e datore di lavoro. Sulla base di tale documentazione, il lavoratore provvederà all’invio tramite kit, presso ufficio postale abilitato, della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno alla Questura competente per territorio.
Nelle more della sottoscrizione del contratto di soggiorno, e come precisato dall’articolo 22, comma 6-bis del T.U.I., il lavoratore straniero altamente qualificato che ha fatto ingresso sul territorio nazionale a seguito del rilascio del nulla osta al lavoro e del visto di ingresso, può svolgere immediatamente attività lavorativa, previa comunicazione obbligatoria (Mod. UNILAV) da parte del datore di lavoro ai servizi competenti attraverso i sistemi informatici regionali. Dell’avvenuta comunicazione obbligatoria lo stesso datore di lavoro dovrà dar prova allo Sportello Unico per l’Immigrazione all’atto della sottoscrizione del contratto di soggiorno.

Valentina Bilotta
Valentina BilottaPartner - Head of Immigration Department

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