
Francia, stretta sui costi dell’immigrazione: dal 1° maggio 2026 permessi di soggiorno e cittadinanza più cari
La legge di bilancio aumenta le tariffe per permessi di soggiorno, APS e naturalizzazione: per le imprese che assumono talenti stranieri i costi salgono fino al +360%.
Con la legge di bilancio 2026 la Francia introduce significative correzioni al costo delle procedure immigratorie, in vigore dal 1° maggio 2026. Si tratta di un mix di aumenti sulle tariffe esistenti e nuove voci di spesa, che impatteranno su lavoratori stranieri, aziende sponsor e percorsi di lungo termine come la cittadinanza. Le novità colpiscono in particolare i permessi di soggiorno di prima emissione, le regolarizzazioni e le domande di naturalizzazione.
Rincari mirati sui permessi di soggiorno di prima emissione
Il costo per la prima concessione di un permesso di soggiorno sale a 300 euro (da 200 euro), con tariffe ridotte a 100 euro (da 50 euro) per categorie specifiche come stagionali, studenti, ricercatori di lavoro e ricongiungimenti familiari. Alcune eccezioni restano invariate, come i permessi per rifugiati o titolari di carta di soggiorno per pensionati. Le regolarizzazioni di visti e i visti di lungo soggiorno equiparati a permessi di soggiorno raggiungono anch’essi i 300 euro (da 200 euro), mentre il duplicato o la modifica di un permesso (ad esempio per cambio di indirizzo) passa a 50 euro (da 25 euro).
Novità per permessi provvisori e naturalizzazione
Importante l’introduzione di una nuova tariffa da 100 euro per l’emissione e il rinnovo dell’APS (Autorisation Provisoire de Séjour), il permesso provvisorio attualmente gratuito. L’esenzione resta per vittime di tratta di esseri umani e beneficiari di protezione temporanea. Parallelamente, la domanda di cittadinanza subisce un balzo clamoroso: il timbre fiscal passa da 55 a 255 euro, un aumento del 360% che riflette l’intenzione di razionalizzare le procedure e finanziare i servizi pubblici.
Impatti sulle imprese e sul mercato del lavoro
Per le aziende francesi che sponsorizzano lavoratori stranieri, questi rincari significano costi aggiuntivi da integrare nei budget per l’assunzione di talenti internazionali, soprattutto nei casi di prime applicazioni o cambi di status. Il rinnovo dei permessi resta stabile a 200 euro (o 50 euro in tariffa ridotta), ma l’introduzione del costo per l’APS – spesso utilizzato in fasi transitorie – e l’aumento per duplicati e modifiche quotidiane peseranno sulla gestione amministrativa.
Anche i privati ne risentiranno: lo scambio di una patente estera, finora gratuito, costerà 40 euro. Le imprese con pipeline di talenti globali dovranno anticipare questi oneri, potenzialmente riducendo la competitività rispetto a hub come Germania o Paesi Bassi.










