
Francia e Carta Blu UE: nuove regole, più flessibilità e mobilità intra-UE semplificata
La capacità di attrarre e trattenere professionisti altamente qualificati rappresenta oggi una delle principali leve strategiche per le organizzazioni con una presenza internazionale. L’evoluzione del quadro normativo francese in materia di Carta Blu UE offre ai professionisti della global mobility nuovi strumenti per affrontare il problema del talent shortage e attrarre competenze specialistiche provenienti da tutto il mondo.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni nel maggio 2025, attraverso il recepimento della Direttiva (UE) 2021/1883, e con il successivo aggiornamento relativo alla mobilità di breve durata introdotto nell’aprile 2026, la Francia ha introdotto criteri di accesso più flessibili e procedure di mobilità intra-UE significativamente semplificate. Per i Direttori delle Risorse Umane e i responsabili della mobilità internazionale, queste novità rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare le strategie di talent acquisition e retention, rispondendo con maggiore efficacia alla crescente domanda di competenze specializzate nel mercato francese.
Un accesso più ampio alla Carta Blu UE
Uno degli interventi più significativi riguarda l’ampliamento dei requisiti di eleggibilità. In precedenza, l’accesso alla Carta Blu francese era subordinato al possesso di una laurea triennale oppure, in alternativa, a un’esperienza professionale di almeno cinque anni.
Il nuovo quadro normativo introduce una maggiore flessibilità, consentendo l’accesso anche ai professionisti che possano dimostrare almeno tre anni di esperienza professionale rilevante maturata nei sette anni precedenti. Questa modalità di accesso sarà applicabile a specifiche categorie professionali che saranno individuate tramite un futuro decreto del Consiglio di Stato.
Anche sul piano contrattuale sono state introdotte maggiori flessibilità. La durata minima richiesta per il contratto di lavoro è stata ridotta da dodici a sei mesi, consentendo alle imprese di utilizzare la Carta Blu UE anche per esigenze progettuali di medio periodo. Resta tuttavia da considerare che, per le posizioni altamente qualificate e manageriali, il mercato del lavoro francese continua a privilegiare il contratto a tempo indeterminato (CDI), che rimane la forma contrattuale maggiormente diffusa per questo tipo di profili.
Mobilità intra-UE più semplice e veloce
Le novità più rilevanti riguardano probabilmente la mobilità intra-europea.
I titolari di una Carta Blu UE rilasciata da un altro Stato membro possono ora trasferirsi in Francia dopo aver soggiornato legalmente nel primo Stato membro per almeno dodici mesi, rispetto ai diciotto mesi richiesti in precedenza. Inoltre, non è più necessario ottenere un visto separato per l’ingresso nel territorio francese.
A questa misura si aggiunge un’importante novità entrata in vigore il 25 aprile 2026. I titolari di una Carta Blu UE oppure di un Permesso di Soggiorno UE per Soggiornanti di Lungo Periodo recante l’annotazione di ex titolare di Carta Blu possono svolgere attività lavorativa retribuita in Francia fino a novanta giorni nell’arco di un semestre senza la necessità di richiedere un permesso di lavoro.
Continuità operativa e retention dei talenti
Le riforme introdotte non si limitano ad agevolare l’ingresso dei professionisti qualificati, ma mirano anche a favorirne la permanenza nel Paese.
Per i titolari di Carta Blu UE con contratti di durata inferiore a due anni, la validità del permesso viene ora estesa di tre mesi oltre la scadenza del rapporto di lavoro. Questo periodo aggiuntivo consente ai professionisti di gestire con maggiore serenità il rinnovo del contratto o la ricerca di una nuova opportunità lavorativa, riducendo il rischio di interruzioni nel diritto di soggiorno e favorendo al contempo la continuità operativa per le aziende.
Ulteriori semplificazioni riguardano il percorso verso il Permesso di Soggiorno UE per Soggiornanti di Lungo Periodo, il titolo decennale che rappresenta uno dei principali strumenti di stabilizzazione per i lavoratori stranieri in Europa.
Ai fini del calcolo dei cinque anni di residenza richiesti per ottenere tale status, possono ora essere considerati anche i periodi trascorsi in altri Stati membri con determinate categorie di permessi di soggiorno previste dalla normativa francese, e non esclusivamente quelli maturati come titolare di Carta Blu UE.











