
Cumulabilità del nuovo regime impatriati: doppio sconto fiscale per chi rientra in Italia
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 16 del 28 gennaio 2025, ha fornito un’importante conferma: i lavoratori impatriati che rientrano in Italia possono usufruire contemporaneamente del nuovo regime agevolativo per lavoratori impatriati (articolo 5 del D.Lgs. 209/2023) e degli incentivi per il rientro dei ricercatori e docenti residenti all’estero (articolo 44 del D.L. 78/2010). Si tratta di una novità rilevante per tutti coloro che si trasferiscono in Italia e svolgono più attività professionali, come docenza universitaria e libera professione.
L’interpello riguarda un cittadino italiano che, dopo essersi laureato in Italia, ha trascorso diversi anni in Spagna, lavorando come docente universitario. Nel 2024 ha deciso di rientrare in Italia per assumere un incarico come professore associato presso un’università italiana e, contemporaneamente, avviare un’attività autonoma come medico odontoiatra. Il contribuente ha quindi chiesto all’Agenzia delle Entrate se potesse applicare entrambi i regimi fiscali agevolati, beneficiando del regime per i lavoratori impatriati sui redditi da lavoro autonomo e degli incentivi per ricercatori e docenti sui redditi da docenza.
L’Agenzia ha risposto positivamente, confermando che i due regimi sono compatibili e possono essere applicati contemporaneamente, a condizione che vengano rispettati i requisiti previsti dalle rispettive normative. Questa interpretazione segna un netto cambio di direzione rispetto al precedente regime impatriati (articolo 16 del D.Lgs. 147/2015), che escludeva la possibilità di cumulo con altri incentivi fiscali.
Questo chiarimento apre la strada a un risparmio fiscale significativo per coloro che rientrano in Italia per svolgere attività di ricerca, docenza e lavoro autonomo. In pratica, i redditi derivanti dall’attività accademica potranno beneficiare di un’esenzione del 90% prevista per docenti e ricercatori, mentre quelli derivanti da altre attività lavorative potranno essere tassati solo al 50% grazie al regime impatriati.
Resta da chiarire se questa interpretazione possa essere estesa anche ad altri regimi agevolativi, come quello per i neo residenti (articolo 24-bis del TUIR e articolo 2 del D.L. 113/2024). Tuttavia, la logica adottata dall’Agenzia sembra lasciare aperta questa possibilità, considerando l’assenza di una norma espressa che vieti il cumulo.
Per i ricercatori, docenti e professionisti che stanno valutando un rientro in Italia, questa interpretazione rappresenta un’opportunità straordinaria per ridurre il carico fiscale e pianificare al meglio il proprio trasferimento. Il doppio regime fiscale agevolato potrebbe rendere il rientro ancora più conveniente e vantaggioso, favorendo l’attrattività dell’Italia per i talenti internazionali.











