
Agevolazioni per i nomadi digitali: la nuova proposta in manovra
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando a un nuovo regime fiscale dedicato ai nomadi digitali che scelgono l’Italia come base operativa. Un emendamento presentato in Commissione Bilancio introduce infatti un incentivo rivolto ai lavoratori da remoto che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Paese.
La misura prevede una detassazione del 50% dei redditi prodotti in Italia, fino a 600.000 euro annui, per cinque anni. Il beneficio si applica ai redditi di lavoro dipendente e autonomo assimilati, ed è aperto anche a figure non altamente qualificate, ampliando in modo significativo la platea dei potenziali beneficiari.
Per accedere al regime è necessario svolgere la propria attività esclusivamente in smart working, utilizzando strumenti digitali e lavorando per committenti non residenti né stabiliti in Italia.
Gli interessati al regime devono svolgere, come riportato dal Sole24Ore, «la propria prestazione lavorativa esclusivamente attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono di lavorare da remoto a favore di datori di lavoro né stabiliti né residenti in Italia e che, durante il periodo di fruizione del regime agevolativo, non intrattengano rapporti di lavoro subordinato o autonomo con soggetti stabiliti in Italia, ad eccezione di quelli per l’insegnamento di una lingua diversa da quella italiana».
Durante il periodo agevolato non è possibile intrattenere rapporti di lavoro con soggetti italiani, salvo quelli legati all’insegnamento di lingue straniere. Restano inoltre gli obblighi amministrativi previsti per i cittadini extra-UE, come permessi di soggiorno e coperture assicurative.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’Italia più competitiva nell’attrazione di talenti internazionali, in linea con le politiche già adottate da altri Paesi europei. La reale efficacia dell’iniziativa dipenderà però anche da elementi abilitanti, come infrastrutture digitali affidabili, spazi di co-working diffusi e processi amministrativi semplificati.











