Digital Nomad Visa - Italia
DistaccoUE|5 Aprile 2024|

Nomadi digitali in Italia: ecco il nuovo visto

I nomadi digitali rappresentano una crescente realtà lavorativa caratterizzata dall’autonomia e flessibilità. Si tratta, infatti, di professionisti che svolgono attività lavorativa in via autonoma utilizzando strumenti tecnologici che consentono loro di operare da qualsiasi luogo.
Dopo due anni di attesa, è arrivato il Decreto attuativo che regola le richieste per coloro che vogliono lavorare da remoto in Italia per committenti e datori di lavoro stranieri. 

Il Decreto del Ministero dell’Interno il 29 febbraio 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.79 del 4 aprile 2024 definisce le condizioni e le regole operative per l’ingresso e il soggiorno in Italia dei c.d. “nomadi digitali” e dei lavoratori da remoto altamente qualificati non appartenenti all’Unione Europea, i quali possono ora entrare in Italia – per periodi superiori a 90 giorni – al di fuori delle quote stabilite dal Decreto Flussi, semplificando così il loro accesso al territorio italiano.
Il decreto stabilisce le modalità per il rilascio del permesso di soggiorno, così come le regole per l’attribuzione del codice fiscale e della partita IVA. Queste disposizioni favoriscono l’integrazione e lo sviluppo della comunità dei nomadi digitali in Italia, promuovendo al contempo l’innovazione e la competitività nel contesto lavorativo globale.
Come sappiamo, questo Decreto attuativo era atteso dal 2022, quando il Decreto Legge n. 4 del 27 gennaio (c.d. Sostegni-ter), convertito in Legge nel mese di marzo, aveva modificato l’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione – escludendo la necessità del nulla osta al lavoro- per cittadini di paesi terzi che svolgono attività lavorativa altamente qualificata in Italia da remoto. 

I requisiti

Per richiedere il nuovo Digital Nomad Visa il cittadino extra UE: 

  1. deve avere un reddito annuo minimo proveniente da fonti legali che non sia inferiore al triplo del livello minimo richiesto per essere esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria;
  2. deve possedere un’assicurazione sanitaria che copra le cure mediche e il ricovero ospedaliero, valida su tutto il territorio nazionale e per l’intero periodo del soggiorno;
  3. deve produrre documentazione adeguata riguardante le modalità di alloggio;
  4. deve dimostrare di avere almeno sei mesi di esperienza pregressa nell’ambito dell’attività lavorativa da svolgere come nomade digitale o lavoratore da remoto;
  5. deve presentare il contratto di lavoro o di collaborazione, o un’offerta vincolante nel caso dei lavoratori da remoto, per l’esercizio di un’attività lavorativa che richieda il possesso di almeno uno dei requisiti indicati dall’articolo 27-quater, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Blue Card UE) 
Permesso di soggiorno

Il titolare del visto d’ingresso, deve richiedere il permesso di soggiorno direttamente alla questura locale entro otto giorni lavorativi dall’ingresso in Italia, che sarà rilasciato con la  dicitura “nomade digitale – lavoratore da remoto” per un anno, con possibilità di rinnovo. 

Ricongiungimento familiare

I familiari otterranno un permesso di soggiorno della stessa durata di quello del lavoratore. 

Aspetti previdenziali e fiscali

Per ciò che concerne la contribuzione previdenziale, gli obblighi dei nomadi digitali soggetti alla legislazione sociale di un Paese terzo, sono regolati dalle disposizioni delle convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale stipulate tra l’Italia e il Paese terzo interessato. In mancanza di tali convenzioni, si applica la normativa previdenziale e assicurativa prevista dalla legislazione italiana, in base alla durata del permesso di soggiorno. 

Al momento del ricevimento del permesso di soggiorno sarà rilasciato il codice fiscale italiano. Inoltre, i nomadi digitali dovranno richiedere un numero di partita IVA.
Al fine di verificare il rispetto delle disposizioni fiscali vigenti in Italia, una volta rilasciato, il permesso di soggiorno sarà comunicato dalla Questura all’Agenzia delle Entrate. In caso di irregolarità fiscali, l’Agenzia delle Entrate ne dà comunicazione alla Questura che ha rilasciato il permesso di soggiorno. 

Il testo integrale del Decreto è disponibile al seguente link. 

 

Redazione ECA Italia
Redazione ECA ItaliaRedazione ECA Italia

Lascia un commento