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spunti di vista|30 Luglio 2024|

Manager italiani all’estero: opportunità di crescita e sfide per il rientro

Vivere e lavorare in un ambiente internazionale offre un’enorme opportunità di crescita personale. Le persone imparano a vedere il mondo da diverse prospettive, sviluppando una maggiore empatia, resilienza, capacità di problem solving e innovazione, skills sempre più apprezzate dalle aziende che cercano talenti capaci di navigare con successo in contesti multiculturali. Proprio per questo i lavoratori con esperienza internazionale spesso godono di migliori opportunità di carriera e vengono chiamati a incarichi di responsabilità. Dunque, non stupisce che i manager che lasciano l’Italia per lavoro spesso non tornano più indietro. All’estero, infatti, trovano contesti professionali dove il merito viene valorizzato (ne è convinto l’82,9% dei dirigenti italiani) e caratterizzati da retribuzioni più alte, numerosi benefit e opportunità di crescita in generale (60%). È il quadro che emerge da una ricerca realizzata da Manageritalia, in collaborazione con AstraRicerche e Kilpatrick Group, secondo cui su 514 manager emigrati all’estero il 94% è soddisfatto della scelta di espatriare. Meno di uno su quattro, il 22,8%, vuole tornare in Italia, una percentuale dimezzatasi rispetto a dieci anni fa (43,6%). 

La vita professionale all’estero viene valutata positivamente in confronto al contesto italiano, soprattutto per quanto riguarda le donne. La loro condizione lavorativa, infatti, è percepita di gran lunga migliore rispetto alle realtà aziendali italiane. All’estero le donne hanno più possibilità di fare carriera perché vige il merito (74,7%), non subiscono alcun tipo di discriminazione (73,5%), usufruiscono di maggiori servizi per la famiglia e hanno la possibilità di conciliare serenamente i ritmi casa-lavoro (68,1%).  Dal confronto con l’ambiente lavorativo estero, emerge che in Italia ci vorrebbero più attenzione al benessere delle persone sul luogo di lavoro (80,9%) e la necessità di investire energie e risorse sulla sostenibilità sociale (91,1%). Numeri che per Mario Mantovani, presidente di Manageritalia, suonano come <<un campanello d’allarme per un mondo del lavoro italiano che, salvo alcune isole felici di aziende managerializzate e presenti sui mercati internazionali, deve recuperare competitività e intraprendere uno sviluppo inclusivo, solido e duraturo, aumentando il numero di imprese che competono sulla qualità e l’innovazione e non solo sui bassi costi>>. 

La ricerca mette inoltre in evidenza i punti di forza dei manager italiani all’estero: passione e impegno nel lavoro (49%), creatività (48,6%), resilienza e capacità di affrontare le difficoltà (46,1%). Nota dolente è la scarsa conoscenza delle lingue (59,9%) e l’incapacità di staccarsi e differenziarsi dai modelli culturali e professionali italiani (41,6%). Buona parte del campione ritiene che l’esperienza professionale all’estero può contribuire in modo significativo all’internazionalizzazione delle aziende e dell’economia italiana. In più, l’eventuale rientro dei manager porterebbe diversi vantaggi: per il 70,4% degli intervistati arricchirebbe il contesto aziendale ed economico e per il 61,1% aiuterebbe le aziende italiane a essere vincenti sui mercati esteri, allineando così il nostro Paese ai modelli più avanzati.

 

Andrea Ropa
Andrea RopaGiornalista professionista, vicecapo redattore redattore economia presso QN Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto Del Carlino, La Nazione). Collabora in qualità di professore a contratto per il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna dal 2006. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare al giornalismo, sia dal punto di vista storico, sia come forma di comunicazione nelle sue attuali e diverse sfaccettature, sia per quanto riguarda le possibili evoluzioni future.

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