fuga di cervelli italia
spunti di vista|11 Ottobre 2024|

Fuga di cervelli: l’Italia perde il suo capitale umano

Centotrentaquattro miliardi di euro. È un salasso in termini economici e sociali il valore del capitale umano uscito dall’Italia nel periodo 2011-2023. Una media di 8,4 miliardi l’anno nell’ultimo biennio, a conferma del fatto che, nella caccia globale ai talenti, il nostro Paese è preda. Come sottolinea il Rapporto Draghi, “la competitività oggi si gioca meno sul costo relativo del lavoro e più sulla conoscenza e le competenze racchiuse nella forza lavoro”. Ebbene l’Italia perde ogni anno una fetta consistente di questa conoscenza e di queste competenze, a beneficio dei Paesi concorrenti che, a cominciare dal sistema imprenditoriale, sanno valorizzare meglio i giovani. Per questo sale la quota di laureati o diplomati Its che lasciano l’Italia: dal 31,6% della media 2011-2022 al 37,7% nel 2021 al 43,1% nel 2022. Formazione d’eccellenza per il  tra gli emigrati dal Friuli-Venezia Giulia, il dalla Lombardia, il dall’Emilia-Romagna e il dal Veneto. La stima del valore del capitale umano esportato è della Fondazione Nord Est che, utilizzando i dati Ocse, considera l’investimento pubblico per l’istruzione e quello delle famiglie per ogni figlio fino al termine degli studi. Un investimento senza ritorno, di cui beneficiano i Paesi di destinazione. 

L’emorragia dei giovani laureati o diplomati Its è particolarmente intensa dalle regioni settentrionali, dove pure le occasioni di impiego dovrebbero essere maggiori, data la più elevata concentrazione di imprese manifatturiere e di servizi basati sulla conoscenza. Così nel 2022 oltre la metà dei giovani che sono partiti da Friuli-Venezia Giulia (51,5%) e Lombardia (50,7%) aveva una formazione d’eccellenza e quasi la metà quelli che hanno lasciato Emilia-Romagna (49,3%) e Veneto (49,2%) per l’estero. Segno che il tessuto produttivo non sa valorizzarli come accade negli altri paesi europei avanzati. All’opposto, una quota minore di giovani emigranti che partono dalle regioni del Sud è laureata o diplomata Its. L’aumento dei laureati che emigrano è stato particolarmente forte nelle regioni del Nord Est: +19,3% la differenza tra il 2022 e la media dei dieci anni precedenti in Friuli-Venezia Giulia, seguita da Veneto (+16%), Marche (+15%), Lombardia (+14,4%) ed Emilia-Romagna (+14%). Simmetricamente, all’aumento della quota dei laureati sui giovani che emigrano, si è registrato nel biennio 2021-2022 il calo della quota dei laureati sui giovani che rientrano. 

Nella media del biennio 2021-22, il valore annuo del capitale umano uscito con i giovani è stato di 8,4 miliardi a prezzi del 2023. Al primo posto la Lombardia, con un deflusso annuale che si colloca a 1,4 miliardi, al secondo il Veneto con 0,9 miliardi, poi Sicilia e Campania (0,8), Piemonte (0,7) ed Emilia-Romagna. Nei tredici anni 2011-23 il valore del capitale umano che se ne è andato dall’Italia, incorporato nei giovani 18-34 emigrati, è di quasi 134 miliardi, con la Lombardia a svettare per perdita (22,8 miliardi), seguita dalla Sicilia (14,5) e dal Veneto (12,5). Le motivazioni che li hanno spinti a partire sono molteplici e complesse, dal desiderio di migliorare la qualità di vita alla ricerca di nuove prospettive e competenze professionali, dagli aspetti emozionali – come il buon clima aziendale e il rapporto con i colleghi – alla flessibilità nell’organizzazione del lavoro. 

Andrea Ropa
Andrea RopaGiornalista professionista, vicecapo redattore redattore economia presso QN Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto Del Carlino, La Nazione). Collabora in qualità di professore a contratto per il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna dal 2006. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare al giornalismo, sia dal punto di vista storico, sia come forma di comunicazione nelle sue attuali e diverse sfaccettature, sia per quanto riguarda le possibili evoluzioni future.

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