Oggi niente di nuovo

“Oggi niente di nuovo” Questo lo scrisse Luigi XVI sul suo diario il 14 luglio 1789, giorno della presa della Bastiglia. 

“Che l’auto abbia raggiunto i suoi limiti di sviluppo lo dimostra il fatto che lo scorso anno non ci sono state innovazioni” lo si poteva leggere sulla rivista scientifica Scientific American il 2 gennaio 1909. 

“La bomba atomica non esploderà mai. Parlo come esperto di esplosivi”. William Daniel Leahy, ammiraglio e capo di Sato Maggiore statunitense nel 1945. 

“Il prestigio di Picasso sta calando con grande rapidità. I sostenitori della sua fama e della sua pittura avranno il loro da fare per trovargli un posto tra i grandi” Thomas Craven, critico d’arte statunitense, in un articolo su Art design, 15 novembre 1934. 

“Mi dispiace, signor Kipling, ma lei proprio non sa scrivere” Redattore del San Francisco Examiner in una lettera d’invito a non inviare un secondo articolo, 1889. 

“Mi creda, non importa cosa fa. La verità è che non arriverà mai a nulla” Il maestro di Albert Einstein al padre, 1895. 

Potremmo continuare così per pagine e pagine. Anche la vita delle organizzazioni ne è piena. Non perché oggi siamo più stupidi di ieri ma solo perché viviamo in un sistema oggettivamente sempre più complesso e difficile da padroneggiare. La possibilità di fare errori è stabilmente crescente. Come fare per minimizzarli? Prima di tutto molta formazione. Di base e continua. Questa invece è stabilmente tagliata e occupa ormai un posto marginale nei budget aziendali. 

Poi abitudine all’ascolto. Dei clienti, del mercato, dei collaboratori. 

E, infine, meno arroganza. Pensiamo sempre che l’errore è dietro l’angolo. Dubitiamo sempre delle nostre convinzioni. Dubitare di sé è prerogativa delle persone sagge.

Perché, come diceva Jean Claude Carriere, “lo stupido non si accontenta di sbagliare. Afferma chiaro e forte il suo errore, lo proclama, vuole che tutti lo sentano. È sorprendente vedere quanto la stupidità è roboante. “Ora sappiamo da fonti certe che…” E segue una stupidaggine enorme”.