Il Persichetti e la

riconoscenza

Alla grande azienda di auto di Torino, il presidente Biden sta visitando l’azienda, accompagnato naturalmente dall’AD che gli mostra tutte le meravigliose apparecchiature elettroniche delle catene di montaggio. Ad un certo punto della visita, mentre stanno percorrendo un capannone con tutti gli operari al lavoro, Biden scorge un piccolo tornio, in un angolo, e chiede spiegazioni all’AD. 

“Presidente… non ci faccia caso!! Sa, è l’ultimo tornio dell’azienda, tra qualche mese lo elimineremo… non serve più a niente…” 

Ma Biden vuole andare a controllare di persona. Si avvicina al tornio, l’operaio tornitore si volta, alza la maschera, guarda sbigottito, si alza in piedi e “Joe! Quanto tempo!!!” e Biden:” Persichetti!!! Ma dov’eri finito??? Se fossi passato alla Casabianca ti avrei dato un posto!!!”

E baci e abbracci, i due parlano della trascorsa giovinezza…. 

L’AD naturalmente è sbigottito. 

Una volta partito il Presidente, l’AD fa chiamare il Sig. Persichetti e gli dice “Mi scusi, ma lei conosce il Presidente degli stati Uniti d’America???” “Sa, ingegnere, abbiamo fatto le elementari assieme… Un simpaticone quel Joe… andavamo molto d’accordo!” 

“Signor Persichetti, lei adesso è promosso. Da ora è Operaio qualificato addetto al Controllo delle Catene di Montaggio.” 

“Ma no, ingegnere, non deve proprio…” 

“Quello che ho detto, ho detto. Lei è promosso.” 

Circa un mese dopo, Ursula von der Leyen viene in visita alla grande fabbrica di auto e, passando per il capannone del Controllo Catene di Montaggio, scorge un operaio intento nel suo lavoro… gli si avvicina, questo si volta… “PERSICHETTI! Quanto tempo!!!” e lui: “Ursula!!! Cosa ci fai qui???” 

E incominciano baci e abbracci a non finire. 

Una volta partito il Presidente, l’AD chiama il Signor Persichetti e… “MA COME? Lei conosce anche la von der Leyen???” “eh, sa… gli studi assieme…” 

“Basta, basta. Lei ora è promosso a Dirigente. E non discuta.” 

Il mese dopo è la volta di Mattarella. Anche lui in visita alla grande fabbrica di auto. Al termine della visita, passa attraverso lo schieramento di tutti i Dirigenti, in piedi, sull’attenti, e guarda distrattamente tutti i volti. Quando, ad un tratto, scorge un volto familiare “PERSICHETTI!”

“Sergio! Ma sei proprio tu?? Che piacere…!!!” e anche qui baci e abbracci.

Poi, come al solito, l’AD fa chiamare nel suo ufficio il Signor Persichetti e gli dice: 

“Conosce anche Mattarella??” “Sa, ingegnere… le vacanze estive… Un giorno ci siamo persi assieme in pineta, e così siamo diventati amici!” 

“Ora basta. Persichetti, sei il mio braccio destro. Chiamami Sergio.” 

“Grazie, ingegnere, ma non posso accettare…”  

“Sergio, chiamami Sergio” 

“Benissimo, ingegnere, come vuoi tu…” 

E così la vita di Persichetti cambia radicalmente. Viaggi d’affari uno dopo l’altro, sempre con l’AD 

Un giorno capitano a Roma, e una volta concluso un convegno, visto che sono in anticipo di un’ora per la seguente conferenza in programma, l’AD dice “Ascolta, Persichetti, io devo andare a comperare un ricordino per mia moglie.” e Persichetti: “Ecco, e io invece, devo andare a trovare un amico… troviamoci tra un’ora in Piazza San Pietro!” 

Così, dopo un’ora, l’AD arriva in Piazza e la trova affollata in quanto il Papa sta per uscire a dare la benedizione. 

Ecco, si aprono le finestre, e ne esce il Papa vestito di bianco con al fianco PERSICHETTI.

l’AD sta per avere un mancamento. Non crede ai suoi occhi.  

Ad un tratto si sente tirare per la giacca, si volta, e c’è un giapponese che chiede “Mi scusi, lei è del luogo? Potlebbe mica dilmi chi e’ quel signole vestito di bianco vicino a PELSICHETTI??????”

Fare rete, stabilire una trama di collegamenti utili al proprio business. In una parola: networking. Tutti ci provano, ma non tutti vi riescono in modo efficace.

Proviamo qui a ricordare almeno alcune regole di base: 

  • I collegamenti si stabiliscono per dare qualcosa e non solo per ricevere, per lo meno inizialmente. Il network si costituisce solo quando si stabiliscono connessioni forti, e questo è il primo passo su cui è necessario focalizzare l’attenzione.  
  • Tra il network e la conventicola mafiosa c’è un grande discrimine, che si chiama merito: se si ottiene un posto solo perché si fa parte di un certo giro, indipendentemente dalla propria professionalità, questo è il frutto di un meccanismo mafioso che va estirpato alla radice: se invece le connessioni servono a far emergere chi se lo merita, questo è il risultato di connessioni positive, sane e trasparenti: la differenza è radicale e non va mai dimenticata. 
  • L’unica strada per costruire legami solidi è interessarsi delle necessità delle persone con cui si entra in contatto, non tanto o solo per sbandierare le proprie ai quattro venti. 
  • Bisogna poi poter godere di una buona reputazione, fondata su cose effettivamente fatte (e poi magari anche ben raccontate). 
  • Usate anche i social per stabilire i collegamenti, ma poi personalizzatene l’uso. I contatti più utili sono quelli “caldi” e la rete talvolta è molto “fredda”. 

Potremmo continuare. I buoni consigli sarebbero ancora molti. Ma c’è una parola magica per poter costituire un network duraturo: RICONOSCENZA.

Non potete pensare di chiedere aiuto e, nel caso vi fosse dato, dimenticarvi di chi vi ha dato una mano, seppur nel pieno rispetto di ogni regola, etica, deontologica e professionale. Troppo comodo farsi dare una mano e poi sparire, dimenticarsi della mano che vi è stata stesa. Non solo non la ritroverete più, ma rischiate anche di apparire inaffidabile all’intero entourage del vostro (ex) benefattore…