Tax Equalization

Tax Equalization

Il principio ispiratore della “Tax Equalization”, si basa sul concetto che il lavoratore non dovrà sopportare alcun danno ovvero trarre alcun beneficio economico a seguito della sua assegnazione all’estero.

Con la “Tax Equalization” il dipendente è quindi tenuto a sopportare un onere fiscale pari a quello che avrebbe sostenuto se avesse continuato a lavorare in Italia (il dipendente subisce comunque un onere economico dato dalle imposte ipoteticamente dovute nel Paese di origine).

Questo concetto trova applicazione pratica mediante l’effettuazione di una trattenuta fittizia (Hypoax) pari all’ordinario debito fiscale cui il lavoratore sarebbe stato soggetto se fosse rimasto nel Paese di origine. Al momento della liquidazione delle imposte nello Stato estero, la società utilizzerà l’ammontare trattenuto al dipendente a tali fini, ed eventuali differenze tra gli importi effettivamente versati e quelli importi trattenuti rimarranno a carico/beneficio della stessa.

Il principio ispiratore della “Tax Equalization”, si basa sul concetto che il lavoratore non dovrà sopportare alcun danno ovvero trarre alcun beneficio economico a seguito della sua assegnazione all’estero.

Con la “Tax Equalization” il dipendente è quindi tenuto a sopportare un onere fiscale pari a quello che avrebbe sostenuto se avesse continuato a lavorare in Italia (il dipendente subisce comunque un onere economico dato dalle imposte ipoteticamente dovute nel Paese di origine).

Questo concetto trova applicazione pratica mediante l’effettuazione di una trattenuta fittizia (Hypoax) pari all’ordinario debito fiscale cui il lavoratore sarebbe stato soggetto se fosse rimasto nel Paese di origine. Al momento della liquidazione delle imposte nello Stato estero, la società utilizzerà l’ammontare trattenuto al dipendente a tali fini, ed eventuali differenze tra gli importi effettivamente versati e quelli importi trattenuti rimarranno a carico/beneficio della stessa.