USA - tassa visto H-1B
Immigration|1 Ottobre 2026|

Visto H-1B: proposta la nuova tassa da 103.265 dollari

Chi pianifica trasferimenti di personale verso gli Stati Uniti deve tenere d’occhio una proposta che, se approvata, cambierebbe in modo sensibile il costo della sponsorizzazione. Il Department of Homeland Security (DHS) ha presentato una bozza di regolamento che introduce una tassa di 103.265 dollari su ogni petizione H-1B soggetta alla quota annuale, da versare al momento del deposito e in aggiunta a tutte le spese già previste. Un precedente contributo da 100.000 dollari, introdotto per via presidenziale nel 2025, è stato annullato da un tribunale federale del Massachusetts nel giugno 2026 perché ritenuto una forma impropria di imposizione fiscale; la decisione è oggi oggetto di appello. Il nuovo intervento segue invece l’iter formale di rulemaking, che poggia su basi giuridiche differenti, ma diversi osservatori si attendono comunque ricorsi.

Cosa prevede la proposta

La nuova voce di costo riguarderebbe sia le petizioni presentate nell’ambito della quota ordinaria da 65.000, sia quelle che rientrano nell’esenzione da 20.000 posti riservata ai titolari di un master conseguito negli Stati Uniti. Non si tratta di un importo sostitutivo: le tariffe attuali USCIS resterebbero invariate e la somma andrebbe semplicemente ad aggiungersi al conto finale per il datore di lavoro sponsor.

Chi non dovrebbe pagare la nuova tassa H-1B

La proposta lascia scoperte le petizioni cap-exempt, quindi università, enti di ricerca no profit e organismi di ricerca governativi continuerebbero a presentare le proprie richieste senza l’onere aggiuntivo. Restano esclusi anche i rinnovi, le modifiche di petizioni già approvate e i trasferimenti di lavoratori che hanno già superato la selezione annuale. Chi si trova oggi in status H-1B non subirebbe alcuna conseguenza diretta.

La logica economica indicata dal DHS

Secondo l’amministrazione, l’importo serve a recuperare una parte dei costi sostenuti dal governo federale per gestire il sistema di immigrazione: istruttoria delle pratiche, controlli antifrode e di sicurezza nazionale, aggiornamento dei sistemi informativi, funzionamento delle corti migratorie, attività consolari e vigilanza sugli standard del lavoro. Il calcolo nasce dalla ripartizione di circa 8,78 miliardi di dollari di spese annue, distribuite su una stima di 85.000 petizioni soggette a quota.

Le conseguenze per le aziende

Anche se la misura non è operativa, l’ordine di grandezza impone una riflessione anticipata. Per chi utilizza il canale H-1B in modo strutturale, una simile voce di spesa incide sui budget di assegnazione internazionale, sulle politiche di assunzione di profili altamente qualificati e sulla convenienza relativa di percorsi alternativi, dalla mobilità infragruppo alle sedi in Paesi terzi.

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Redazione ECA Italia
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