Decreto Legislativo Fiscalità Internazionale 2024
Tax|19 Dicembre 2023|

Regime impatriati: “salva” la mobilità infragruppo

Il testo del Decreto Legislativo in materia di fiscalità internazionale in discussione oggi in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo, introduce l’accesso al beneficio fiscale nei casi di mobilità infragruppo, ma con un periodo di residenza all’estero maggiore.

È alle battute finali il decreto legislativo contenente “Disposizioni in materia di fiscalità internazionale”, nell’occhio del ciclone dallo scorso 16 ottobre a motivo delle nuove disposizioni riguardanti il regime agevolativo a favore dei lavoratori impatriati.

Il nuovo testo (che approda oggi in Consiglio dei Ministri), rispetto all’ultima bozza diffusa, accoglie alcune delle osservazioni presentate dalla Commissioni parlamentari. In particolare nei pareri da queste trasmessi si chiedeva al governo l’opportunità, tra le altre cose, di prevedere la possibilità di accesso all’agevolazione anche per i casi di trasferimento infragruppo. Il testo abbozzato nello schema di decreto trasmesso a novembre al Parlamento, prevedeva, infatti, che, ai fini dell’accesso alla agevolazione, l’attività lavorativa in Italia dovesse essere resa in virtù di un nuovo rapporto di lavoro instaurato con un soggetto diverso da quello presso cui il lavoratore era stato impiegato prima del trasferimento in Italia e in ogni caso, non appartenente allo stesso gruppo societario.

La formulazione originaria – davvero poco accorta – dello schema di decreto finiva quindi per escludere dall’agevolazione, non solo i rientri in Italia da una posizione di distacco, ma anche una categoria ben più ampia di soggetti: di fatto qualsiasi ipotesi di trasferimento infragruppo. Sarebbero infatti state colpite – oltreché i lavoratori rientrati da un periodo di distacco estero – anche casistiche certamente genuine, come ad esempio i casi di distacco del personale qualificato presso società italiane del medesimo gruppo, o anche quelle di assunzione in Italia di personale proveniente da una società del gruppo, che non possono che essere pienamente in linea con la finalità della norma, peraltro anche in ipotesi in cui i lavoratori interessati paradossalmente non siano mai stati residenti in Italia.
Al fine di evitare pratiche elusive, sarebbe stato più efficace aumentare, per i trasferimenti infragruppo, gli anni di permanenza all’estero necessari per beneficiare della normativa di favore. E così è stato fatto.

I lavoratori che si trasferiscono in Italia per svolgere la propria attività alle dipendenze dello stesso datore (compresi i rientri da una posizione di distacco) o di un soggetto appartenente al medesimo gruppo potranno quindi accedere all’agevolazione; per loro è previsto un innalzamento del requisito del periodo minimo di residenza all’estero.

Il comma 1, lettera b), dell’art. 5 del decreto, prevede infatti che, per la mobilità infragruppo, il requisito minimo di permanenza all’estero sia (rispetto agli ordinari 3 anni di residenza estera previsti per la generalità dei lavoratori) di:

  1. sei periodi d’imposta, se il lavoratore non è stato in precedenza impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo;
    .
  2. sette periodi d’imposta, se il lavoratore, prima del suo trasferimento all’estero, è stato impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo.

Come previsto dalla bozza dello scorso ottobre, si richiede che il contribuente possieda requisiti di elevata qualificazione o specializzazione, come specificati nel d.lgs. 6 novembre 2007, n. 206, per le professioni regolamentate, e nel decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 108, per coloro che sono titolari di una qualifica professionale superiore rientrante nei livelli 1 (legislatori, imprenditori e alta dirigenza), 2 (professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione) e 3 (professioni tecniche) della classificazione ISTAT delle professioni CP 2011, attestata dal paese di provenienza e riconosciuta in Italia.

L’articolo 5 del decreto legislativo conferma la misura dell’agevolazione pari al 50% e conferma il limite reddituale di 600.000 euro l’anno, con l’impegno a risiedere in Italia per almeno 5 anni (pena la restituzione del beneficio fruito e applicazione dei relativi interessi) e i tre anni di non residenza fiscale in Italia prima del trasferimento (salvo il più esteso periodo di residenza all’estero di cui si è detto sopra, applicabile ai soli trasferimenti infragruppo); per i cittadini italiani non iscritti AIRE, la residenza estera ai fini dell’accesso al beneficio può essere comprovata ai sensi della convenzione contro le doppie imposizioni siglata tra l’Italia e il Paese estero di residenza.

Rimane il regime transitorio per coloro che acquisiscono la residenza anagrafica entro il 31 dicembre 2023, che potranno beneficiare delle vecchie condizioni del regime.

Le novità riguardano anche l’introduzione di una maggiore agevolazione (60% di scontro fiscale) qualora il lavoratore si trasferisca in Italia con un figlio minore o in caso di nascita/adozione durante il periodo di fruizione del beneficio fiscale. In tale ultimo caso la maggiore agevolazione si applica a partire dal periodo d’imposta in corso al momento della nascita o dell’adozione e per il tempo residuo di fruibilità dell’agevolazione.

Inoltre, il regime impatriati (sempre nella misura del 50%) sarà prorogato per ulteriori 3 periodi d’imposta in caso di acquisto di un immobile entro il 31 dicembre 2023 (e comunque nei 12 mesi precedenti il trasferimento) adibito ad abitazione principale. La possibilità di estensione triennale è prevista per i soli soggetti che provvederanno a trasferire la loro residenza anagrafica nell’anno 2024.

Di seguito uno schema che confronta il nuovo articolo 5 con l’attuale versione del regime:

Caratteristiche e requisiti del Regime Impatriati (in caso di accesso ai sensi del comma 1 dell’art. 16 del D.lgs 147) a partire dall’anno 2017 e fino al 29 aprile 2019  Requisiti Regime Impatriati (comma 1) dal 30 aprile 2019  Requisiti Regime Impatriati dal 1° gennaio 2024 
Redditi agevolabili
Reddito di lavoro dipendente e assimilato, reddito di lavoro autonomo Reddito di lavoro dipendente e assimilato, reddito di lavoro autonomo, reddito d’impresa dell’imprenditore individuale Reddito di lavoro dipendente e assimilato, reddito di lavoro autonomo
Misura e durata dell’agevolazione
Esenzione del 50% del reddito di lavoro Esenzione del 70% del reddito di lavoro (90% per i soggetti che trasferiscono la residenza in una delle regioni del Sud Italia) Esenzione del 50% del reddito di lavoro (60% per i soggetti che si trasferiscono in Italia con un figlio minore o in caso di nascita/adozione di un figlio minore durante il periodo di fruizione del beneficio (in questo caso la maggiorazione si applica a partire dall’anno di nascita/adozione del figlio)
Durata: 5 periodi d’imposta con opzione di proroga, a determinate condizioni, di ulteriori 5 periodi d’imposta a pagamento (art. 5 co. 2-bis del DL 34/2019) Durata: 5 periodi d’imposta con possibilità di proroga, a determinate condizioni, di ulteriori 5 periodi d’imposta (con esenzione al 50% o 90%) Durata: 5 periodi d’imposta con possibilità di proroga per ulteriori 3 periodi d’imposta in caso di acquisto immobile a uso residenziale adibito ad abitazione  principale nei 12 mesi precedenti il trasferimento (l’estensione triennale è prevista a vantaggio di chi trasferisca la residenza anagrafica nel corso del 2024)
Nessun limite reddituale Nessun limite reddituale Limite reddituale annuo di 600.000 Euro
Requisiti soggettivi
Non essere stati residenti in Italia nei 5 periodi di imposta precedenti l’impatrio Non essere stati residenti in Italia nei 2 periodi d’imposta precedenti il trasferimento della residenza fiscale (anche non iscritti all’AIRE, purché abbiano avuto la residenza estera ai sensi di una Convenzione)

Non essere stati residenti in Italia nei 3 periodi d’imposta precedenti il trasferimento della residenza fiscale (anche non iscritti all’AIRE, purché abbiano avuto la residenza estera ai sensi di una Convenzione).

In caso di mobilità infragruppo:

  • Sei periodi d’imposta se il lavoratore non è stato in precedenza impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo
  • Sette periodi d’imposta se il lavoratore, prima del suo trasferimento all’estero, è stato impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo
Mantenimento della residenza fiscale in Italia per almeno 2 periodi d’imposta Mantenimento della residenza fiscale in Italia per almeno 2 periodi d’imposta Mantenimento della residenza fiscale in Italia per almeno 5 periodi d’imposta
Se dipendenti, lavorare presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa L’attività non deve essere più necessariamente svolta presso un’impresa residente in Italia. Unica preclusione all’agevolazione (introdotta in via interpretativa dall’Agenzia delle entrate) rimane quella legata alla fattispecie di rientro in Italia da una posizione di distacco all’estero (e rientro lavorativo in Italia in continuità di rapporto di lavoro con la società distaccante italiana) Viene meno la preclusione relativa ai rientri da una posizione di distacco. Per qualsiasi ipotesi di mobilità infragruppo (anche al di fuori dei rientri da un periodo di distacco estero) è comunque previsto un innalzamento del periodo minimo di residenza estera precedente il trasferimento (v. supra)
Prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano Prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano Prestare l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano
Se dipendenti – rivestire ruoli direttivi o essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione Nessuna  I lavoratori sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione
Vittorio de Chaurand
Vittorio de ChaurandPartner - General Manager ECA ITALIA

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