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DistaccoUE|1 Ottobre 2026|

Danimarca: badge obbligatorio nei cantieri e nuove regole per assumere lavoratori stranieri

La Danimarca introduce la tessera identificativa obbligatoria nei grandi cantieri e un nuovo schema salariale per l’assunzione di lavoratori stranieri.

Copenaghen accelera sui controlli nel settore delle costruzioni. Il Parlamento danese ha dato il via libera a un pacchetto normativo che tocca due fronti allo stesso tempo: da un lato rende obbligatoria la tessera identificativa per chi opera nei cantieri di maggiori dimensioni, dall’altro apre un canale più strutturato alle imprese che hanno bisogno di reperire manodopera fuori dai confini nazionali.

Tessera identificativa: cosa cambia nei cantieri danesi

La nuova disposizione impone a chi lavora nei cantieri sopra una certa soglia dimensionale di essere munito di un documento di riconoscimento durante l’attività. L’obiettivo dichiarato è rendere immediatamente verificabile, da parte degli organi ispettivi, se una persona presente in cantiere risulti effettivamente assunta in modo regolare e se l’azienda per cui opera rispetti la normativa danese sul lavoro e sull’immigrazione.

Lavoro irregolare in Danimarca: gli obiettivi della stretta

Secondo il Ministero danese dell’Occupazione e delle Pari Opportunità, l’introduzione del badge di identificazione nei cantieri genera benefici concreti su più fronti. In primo luogo, garantisce una concorrenza più leale, tutelando le aziende virtuose dallo svantaggio competitivo di chi riduce i costi ricorrendo al lavoro irregolare. Inoltre, avere la certezza su chi opera fisicamente in cantiere è una condizione fondamentale per una gestione più sicura e ordinata dei rischi. Infine, questa misura rafforza la lotta a frodi e inadempienze, fenomeni che l’esecutivo continua a segnalare come una minaccia diretta alla credibilità e alla trasparenza dell’intero mercato del lavoro danese.

Il nuovo schema salariale basato sui contratti collettivi

Il secondo intervento approvato dal Parlamento riguarda le assunzioni dall’estero. È stato istituito uno schema che collega la retribuzione ai contratti collettivi vigenti e che si rivolge ai datori di lavoro certificati. Le aziende danesi in possesso dei requisiti potranno assumere personale proveniente da un elenco di Paesi selezionati, a condizione che il rapporto di lavoro si svolga entro condizioni regolamentate e coerenti con la contrattazione collettiva applicabile. La logica è quella del doppio binario: da una parte si risponde a una carenza di manodopera che in alcuni comparti è ormai strutturale; dall’altra si mantiene un presidio di controllo sull’ingresso di lavoratori stranieri nel Paese, evitando che la domanda di personale si traduca in una compressione delle tutele.

Tempi di attuazione e ricadute per le imprese

Le modalità operative del sistema di identificazione saranno precisate dalle autorità danesi nei prossimi mesi. Per le imprese che operano o intendono operare in Danimarca nel settore edile, il consiglio è, già da ora, di:

  1. Verificare quali cantieri rientreranno con ogni probabilità nel perimetro della norma.
  2. Fare una ricognizione della posizione contrattuale e documentale di tutto il personale impiegato, compresi subappaltatori e lavoratori distaccati.
  3. Valutare se esistano i presupposti per ottenere lo status di datore di lavoro certificato, così da poter accedere al nuovo canale di reclutamento.
  4. Predisporre le procedure interne necessarie a gestire rilascio, custodia e aggiornamento delle tessere identificative.
Domande frequenti

Chi deve avere la tessera identificativa? I lavoratori impiegati nei cantieri di una certa dimensione. Le soglie precise saranno definite dai provvedimenti attuativi.

Il badge riguarda anche i lavoratori distaccati da imprese estere? La finalità della norma è verificare la regolarità di chiunque si trovi in cantiere, quindi è ragionevole attendersi un’applicazione anche per i distaccati.

Come funziona il nuovo canale per assumere dall’estero? È riservato ai datori di lavoro certificati e prevede una retribuzione ancorata ai contratti collettivi danesi, per lavoratori provenienti da Paesi individuati dalla normativa.

Redazione ECA Italia
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