Mobilità Internazionale del Lavoro durante COVID-19: Impatti e Politiche Retributive
Management|15 Settembre 2020|

Andrea Benigni per Direzione del Personale AIDP – EXPATS&COVID L’OSSERVATORIO DI ECA ITALIA

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È il cigno nero 2020, il Covid-19. L’emergenza sanitaria e la limitazione – totale o parziale – agli spostamenti non potevano che generare impatti sull’organizzazione del lavoro internazionale sia per i Manager e i Tecnici che già si trovavano all’estero durante lo scoppio dell’epidemia che con riguardo alla pianificazione delle nuove assegnazioni all’estero. Una delle prime iniziative intraprese dai nostri gruppi di lavoro è stata quella di confrontarsi con le Direzioni HR rispetto a quali fossero le strategie e le decisioni adottate per la gestione degli espatriati in questa fase.

ECA italia ha così organizzato una quick survey, raccogliendo informazioni presso 47 multinazionali con le quali i nostri Team sono in costante contatto. Dall’analisi è emerso come il 42% degli expats è rimasto nel Paese di assegnazione, optando per un’organizzazione del lavoro da remoto, mentre il 26%è stato temporaneamente rimpatriato. Solo il 6% degli expats ha visto interrompere in via definitiva la propria assegnazione. Dover fermare o rallentare praticamente del tutto il ricorso alla mobilità internazionale di Manager e Tecnici è stato (ed è) uno degli indicatori che ha maggiormente impattato sul gap trasversale che il business internazionale sta vivendo.

Un risultato particolarmente interessante è peraltro stato quello relativo ai piani di espatrio 2020: il 66% delle aziende intervistate ci ha confermato che i progetti rimangono validi, posto il loro corrente congelamento. Già nel mese di giugno questo tipo di “ripresa” è in effetti visibile dal nostro osservatorio.

È una conferma sulla centralità che le aziende continueranno a dare al ruolo coperto dagli espatriati, quali stakeholder del sistema complesso proprio dell’azienda internazionale. Non particolarmente significativi sono stati gli interventi in materia di politica retributiva; la pandemia è, è stata, un problema di tutti: il Manager o lo specialista espatriato non potevano trovare maggiore protezione retributiva da questo tipo di scenario. Unica eccezione il personale assegnato presso cantieri e/o piattaforme all’estero che a causa della pandemia ha dovuto prolungare, anche per settimane, il proprio turno di lavoro, garantendo in tal modo la business continuity.

I risultati della nostra indagine sono disponibili sul nostro blog e scaricabili gratuitamente dal link in homepage.

Andrea Benigni
Andrea BenigniPartner - Amministratore Delegato ECA Italia

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